posted by rikkardino @ 10:42 - giovedì, 25 giugno 2009
Vorresti fermare gli attimi, certi giorni, certe sere, certe notti.
Vorresti avere sempre quel brio, quella naturalezza, quel qualcosa nello stomaco.
Vorresti catturare gli sguardi, le parole, le canzoni.
Ma non ce n'è motivo. Perchè quello che ti regala una sera, speri che sia solo "un" ricordo.
Nè il più bello, nè il più brutto. Ché altri ne verrano. Altri ne vivremo. Altri suoni, altri luoghi, altre persone, faranno da sfondo a tutto quello che accumuleremo.
Abbiamo scelto un strada non facile? Abbiamo scelto, come sempre, di seguire solo il nostro cuore e il nostro istinto? Abbiamo scelto di andare contro sane e ragionevoli convenzioni?
Basta il ricordo della serata di ieri per non sentire nemmeno un briciolo di quella paura.
Per sentire che ci siamo, per sentire che altro arriverà. Intanto...
E non importa se ci sentivamo un po' strani in mezoz a quell'esercito di mamme e adolescenti. E non importa se abbiamo preso in giro il cantante nel momento in cui lui credeva di essere al masismo splendore. E non importa se ci siamo punzecchiati. E non importa se non spaevo i testi. E non importa se la gente ci guardava, chissà cosa stesse pensando, chissà cosa stesse dicendo.
Vorresti avere sempre quel brio, quella naturalezza, quel qualcosa nello stomaco.
Vorresti catturare gli sguardi, le parole, le canzoni.
Ma non ce n'è motivo. Perchè quello che ti regala una sera, speri che sia solo "un" ricordo.
Nè il più bello, nè il più brutto. Ché altri ne verrano. Altri ne vivremo. Altri suoni, altri luoghi, altre persone, faranno da sfondo a tutto quello che accumuleremo.
Abbiamo scelto un strada non facile? Abbiamo scelto, come sempre, di seguire solo il nostro cuore e il nostro istinto? Abbiamo scelto di andare contro sane e ragionevoli convenzioni?
Basta il ricordo della serata di ieri per non sentire nemmeno un briciolo di quella paura.
Per sentire che ci siamo, per sentire che altro arriverà. Intanto...
E non importa se ci sentivamo un po' strani in mezoz a quell'esercito di mamme e adolescenti. E non importa se abbiamo preso in giro il cantante nel momento in cui lui credeva di essere al masismo splendore. E non importa se ci siamo punzecchiati. E non importa se non spaevo i testi. E non importa se la gente ci guardava, chissà cosa stesse pensando, chissà cosa stesse dicendo.
posted by rikkardino @ 09:22 - mercoledì, 24 giugno 2009
posted by rikkardino @ 12:51 - lunedì, 22 giugno 2009
Sul più bello, rovini tutto.
Capacità data a pochi, strana costante in questo ultimo periodo della mia vita.
Ogni ammissione è tardiva, ogni giustificazione insensata.
Perchè tutta questa situazione non ha senso.
Ma gli errori si pagano hai ragione. Stavolta il conto sarà il più salato, perchè non porterà nulla di "guadagnato". Perchè non c'era nulla in un mero errore.
Ho tolto il tuo sorriso proprio nel momento in cui sembrava fossi riuscito a ridartelo.
Perdonare è facolta divina, per quanto gli uomini ci aspirino.
Con difficoltà l'ho imparato sulla mia pelle. Al massimo si può decidere di andare oltre, medicando le ferite, cercando di non dare troppa forza al passato, cercando di accettare il disegno di un possibile futuro.
Per quanti sforzi abbia fatto, ora, quasi capisco che tu non sia disposto a farne.
Perchè ti conosco e l'incoscienza ti ha nascosto per un attimo.
E fiumi di parole, di gesti, di sensazioni e di risate che stavamo recuperando sembrano essere stati cancellati in un attimo di follia. Da uno sbaglio.
Ancora una volta una sensazione di impotenza.
Ancora una volta quella nudità con cui mi presento ai tuoi occhi, che forse non l'accetano più e che la vestono di ornamenti che non sono i miei. Anche se ora non sembri crederci.
E si va così, in attesa dell'autodistruzione?
Capacità data a pochi, strana costante in questo ultimo periodo della mia vita.
Ogni ammissione è tardiva, ogni giustificazione insensata.
Perchè tutta questa situazione non ha senso.
Ma gli errori si pagano hai ragione. Stavolta il conto sarà il più salato, perchè non porterà nulla di "guadagnato". Perchè non c'era nulla in un mero errore.
Ho tolto il tuo sorriso proprio nel momento in cui sembrava fossi riuscito a ridartelo.
Perdonare è facolta divina, per quanto gli uomini ci aspirino.
Con difficoltà l'ho imparato sulla mia pelle. Al massimo si può decidere di andare oltre, medicando le ferite, cercando di non dare troppa forza al passato, cercando di accettare il disegno di un possibile futuro.
Per quanti sforzi abbia fatto, ora, quasi capisco che tu non sia disposto a farne.
Perchè ti conosco e l'incoscienza ti ha nascosto per un attimo.
E fiumi di parole, di gesti, di sensazioni e di risate che stavamo recuperando sembrano essere stati cancellati in un attimo di follia. Da uno sbaglio.
Ancora una volta una sensazione di impotenza.
Ancora una volta quella nudità con cui mi presento ai tuoi occhi, che forse non l'accetano più e che la vestono di ornamenti che non sono i miei. Anche se ora non sembri crederci.
E si va così, in attesa dell'autodistruzione?
posted by rikkardino @ 10:48 - venerdì, 19 giugno 2009
Ri-svegliarsi. Non è mai un riprendere da dove si era lasciato.
C'è comunque stata la notte di mezzo. Disturbata, turbolenta.
Di quelle nelle quali l'insonnia sembra non mollarti, di quelle in cui non riesci a non pensare.
In cui non è giusto non pensare. C'è n'è bisogno, di notte.
E, forse, più è nera la notte, più la luce che segue ti sorprende.
Ti impaurisce? Forse. Ma è più umano lo stupore della luce che la paura della notte.
Sembra quasi liberazione.
E aspetti la mattina, anche se non sai cosa succederà.
Sai di stare bene solo con me e io con te.
E se la notte c'è stata, non si può negare l'alba, per quanto straordinaria e imprevista possa sembrare.
Forse non è niente di speciale, solo un Sole che ritorna, forse solo quel Sole che sa darmi l'unica alba dopo la notte.
Ri-svegliarsi e ri-partire.
Svegliarsi la mattina
Arriverà qualcuno che si prenderà il mio posto
e allora io starò solo a guardare.
Mi metterò seduto con lo sguardo fisso su di te
perché ho imparato ad aspettare.
Sono due giorni che camminiamo tre metri sopra al cielo.
E proprio adesso che ci penso mi ricordo
quante volte non ti ho perso per un pelo ma.
Solo con te, ma tu,
non ho bisogno neanche di pensare
e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma
questo mi fa stare bene, solo con te
sai cosa c'è ma cosa ci sta quando in fondo ad una storia
nessuno sa come andrà
tu mi spiazzi, ogni volta che mi guardi, mi parli persa nei tuoi traguardi
lo voglio fare davvero basta un attimo
lo voglio fare davvero se so che ti ho
non c'è situazione che spaventa,
solo con te quella voglia che ritorna.
Solo con te, ogni giorno ti trovo nel mio mondo se stai con me,
non c'è bisogno neanche di pensare e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma questo mi fa stare bene,
solo con te solo con te,
ogni giorno ti trovo nel mio mondo se stai con me,
non c'è bisogno neanche di pensare.
Solo con te
e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma
questo mi fa stare bene, solo con te
C'è comunque stata la notte di mezzo. Disturbata, turbolenta.
Di quelle nelle quali l'insonnia sembra non mollarti, di quelle in cui non riesci a non pensare.
In cui non è giusto non pensare. C'è n'è bisogno, di notte.
E, forse, più è nera la notte, più la luce che segue ti sorprende.
Ti impaurisce? Forse. Ma è più umano lo stupore della luce che la paura della notte.
Sembra quasi liberazione.
E aspetti la mattina, anche se non sai cosa succederà.
Sai di stare bene solo con me e io con te.
E se la notte c'è stata, non si può negare l'alba, per quanto straordinaria e imprevista possa sembrare.
Forse non è niente di speciale, solo un Sole che ritorna, forse solo quel Sole che sa darmi l'unica alba dopo la notte.
Ri-svegliarsi e ri-partire.
Svegliarsi la mattina
Arriverà qualcuno che si prenderà il mio posto
e allora io starò solo a guardare.
Mi metterò seduto con lo sguardo fisso su di te
perché ho imparato ad aspettare.
Sono due giorni che camminiamo tre metri sopra al cielo.
E proprio adesso che ci penso mi ricordo
quante volte non ti ho perso per un pelo ma.
Solo con te, ma tu,
non ho bisogno neanche di pensare
e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma
questo mi fa stare bene, solo con te
sai cosa c'è ma cosa ci sta quando in fondo ad una storia
nessuno sa come andrà
tu mi spiazzi, ogni volta che mi guardi, mi parli persa nei tuoi traguardi
lo voglio fare davvero basta un attimo
lo voglio fare davvero se so che ti ho
non c'è situazione che spaventa,
solo con te quella voglia che ritorna.
Solo con te, ogni giorno ti trovo nel mio mondo se stai con me,
non c'è bisogno neanche di pensare e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma questo mi fa stare bene,
solo con te solo con te,
ogni giorno ti trovo nel mio mondo se stai con me,
non c'è bisogno neanche di pensare.
Solo con te
e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma
questo mi fa stare bene, solo con te
in: > , la rotonda, succede di domenica, la prova del nove, la stagione dellamore
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posted by rikkardino @ 12:16 - giovedì, 18 giugno 2009
E forse è vero. Dopo un'emozione da poco, dopo un brivido momentaneo, dopo la confusione dei sensi estemporanea, i problemi tornano a essere muri invalicabili.
Non ci si immagina nemmeno il come, è fuori portata, fuori ragionamento, insensato e inapplicabile.
Forse solo perchè il perchè non è abbastanza forte.
Forse perchè è stata solo un'emozione.
Forse perchè è stato solo un momento.
Da incastonare e non guardare più. Ché fa troppo male. Ché non ci si riesce a convincere.
Ché il perchè di quell'emozione è troppo effimero per superare qualsiasi come.
Hai goduto inconsapevole, o forse semplicemente accecato da parole troppo semplici.
E una strana sensazione. Sei vivo, sei orgoglioso, sei paradossalmente forte.
Di quel che hai detto, fatto, vissuto. Anche solo per un giorno.
Senza rimpianti e rimorsi.
Senza nemmeno più rabbia.
Senza rancore stanco.
Che tutto assume un altro senso e, se davvero era tutto prevedibile, era anche tutto da vivere.
Godi dell'aver vissuto solo un giorno come le rose...
Solo due pensieri. E' strano come certe canzoni riemergano da sole. Alla fine una è anche buffa, autoironia per autodifesa.
La canzone di Marinella
E c'era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli
c'era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui posò la sua mano sui tuoi fianchi
furono baci e furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno, come le rose
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno come le rose.
Il nostro concerto
Ovunque sei, se ascolterai
Non ci si immagina nemmeno il come, è fuori portata, fuori ragionamento, insensato e inapplicabile.
Forse solo perchè il perchè non è abbastanza forte.
Forse perchè è stata solo un'emozione.
Forse perchè è stato solo un momento.
Da incastonare e non guardare più. Ché fa troppo male. Ché non ci si riesce a convincere.
Ché il perchè di quell'emozione è troppo effimero per superare qualsiasi come.
Hai goduto inconsapevole, o forse semplicemente accecato da parole troppo semplici.
E una strana sensazione. Sei vivo, sei orgoglioso, sei paradossalmente forte.
Di quel che hai detto, fatto, vissuto. Anche solo per un giorno.
Senza rimpianti e rimorsi.
Senza nemmeno più rabbia.
Senza rancore stanco.
Che tutto assume un altro senso e, se davvero era tutto prevedibile, era anche tutto da vivere.
Godi dell'aver vissuto solo un giorno come le rose...
Solo due pensieri. E' strano come certe canzoni riemergano da sole. Alla fine una è anche buffa, autoironia per autodifesa.
La canzone di Marinella
E c'era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli
c'era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui posò la sua mano sui tuoi fianchi
furono baci e furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno, come le rose
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno come le rose.
Il nostro concerto
Ovunque sei, se ascolterai
accanto a te mi troverai.
Vedrai lo sguardo che per me parlò
e la mia mano che la tua cercò.
Ovunque sei, se ascolterai
accanto a te mi rivedrai
e troverai un po' di me
in un concerto dedicato a te.


