49 gol spettacolari - Davide Martini - Collana High school - ed. Palyground
Quello che scopri piano piano o con un pugno dritto nello stomaco. Per me all'inizio è stato più una ricerca per dribblare il pensiero. Poi ovviamente c'è stato il pessimismo. Poi sarebbe arrivato l'amore impossibile.Che ti prende in giro, ma che forse poi capisci solo che viveva la tua stessa confusione e paura e ha scelto di non affrontarla. Poi il primo amore, impacciato e inebriante.Quello che ha avuto tutti gli "onori", ma anche tutti gli "oneri" di essere stato il primo. Sarebbe potuto essere tutto più bello, tutto più pulito. Non semplice, ma vissuto senza troppe frustazioni. Ma forse è stato così anche per me, solo con qualche anno di ritardo. L'amicizia, quella fitta e totalizzante delle canne in macchina, delle discoteche, delle ragazze condivise.Quelli sconvolti per la verità, quelli che non ti abbracciano più per un anno, ma che poi sono sempre lì e sempre loro. La paura dei primi sentimenti e dei primi calori. La scoperta del mondo gay. Tra voglia di romanticismo, illusione della normalità e sesso facile veloce, appagante e non impegnativo. Ma anche i sentimenti che ti tolgono il respiro e la paura del domani. Ke poi immancabiomente, forse, si realizzerà. Non so se il libro che ho finito ieri sera di leggere sia autobiografico. Forse molto romanzato. Però forse anche a questo serve un libro. Lascia immaginare. Lascia sognare quello che sarebbe potuto accadere. Ti fa ricordare con un sorriso quello che ti è capitato.
[Ma non era vero. A volte sentivo le cose andar via, ed era tutto così doloroso come staccarsi una cicatrice per far venir fuori la pelle [...] Era questa la felicità? Questa sensazione di pienezza e sollievo, la sorpresa e la meraviglia di essere esattamente dove bisognava essere senza sapere come ci fossi arrivato e senza volerlo sapere?
- Bè il fatto è che lui poco fa mi ha detto di amarmi e io invece non ce l'ho fatta [...]- Tu la conosci "la costruzione di un amore" di Fossati? Dice: La costruzione di un amore sezza le vene delle mani, mescola il sangue col sudore se te ne rimane"
Io non avevo mai pensato al futuro. Non seriamente. Riccardo avrebbe potuto non esserci. Era una possibilità. Quante persone avrebbero otuto non esserci. Era una possibilità. Quante persone avevo creduto importanti di colpo erano sparite?
-Ti sei guardato intorno?- sbottò lui- Tu non sai cosa significa scoprire di essere gayed entrare in un posto pieno di uomini disponibili. Non hai nemmeno diciotto anni e ti scoperesti qualunque cosa. E il problema è che puoi.
Perchè non gli feci capire che ero sveglio? Perchè non provai convincerlo a restare? Mi dissi che era inutile. Non tutto si può spigare, pensai[...] Se imparare a rassegnarsi fosse il segno che ero un adulto.]
[ E io ho pensato al passato remoto, al passato che non è ancora passato, al presente e alla paura del futuro]



